Il computer non mi servirà mai…

Ecco quello che molte persone pensano, ed a dire il vero non hanno tutti i torti.

Non te l’aspettavi che anche io la pensassi così, vero?
Esistono persone che effettivamente sono libere da questo vincolo, che hanno un lavoro affatto informatizzato, oppure una vita che è lontana anni luce dall’utilizzo del computer.

 

Sia chiaro, succedesse a me sarei un pesce fuori dall’acqua, ma ad alcuni succede. Bene a queste persone dico: Buona Fortuna, e che la vita sia sempre così per te, divertiti e fa in modo che le persone intorno a te siano felici.

 

A tutti gli altri, quindi anche a te, però devo dire che si sbagliano. Tu, ti sbagli se pensi che la tua vita sia lontana dall’utilizzo del computer o dell’informatica in genere. Anche solo di riflesso, anche solo per qualche minuto al giorno, la tua vita è in un brodo informatico.
A volte in un lago….e si sa, i laghi non tengono a galla i bagnanti anzi, spesso li risucchiano in gorghi e mulinelli. E tu sei vicino a quel mulinello.

 

Voglio portarti una storia che qualche tempo fa un mio amico mi raccontò.

 

C’era una signora, anzi una maestra, ancora giovane, e quindi ben lontana dalla pensione (non è il genere di storia “la pensionata ha fatto un casino”) che per i suoi lavori in classe amava portare ai suoi alunni delle schede di lavoro da lei compilate, o meglio disegnate, dove i ragazzi e ragazze potevano svolgere degli esercizi particolari, cose che sul libro di testo non erano presenti.

 

Era una maestra innovativa rispetto a tutte le sue colleghe, perché riusciva sempre ad avere queste “dispense”, come le chiamava lei, personalizzate secondo il suo gusto. Spesso inventava dei disegni, degli esercizi, ed il giorno dopo arrivava con questi fogli da dare ai suoi alunni. Stampati con i suoi disegni, le sue schede, le sue idee.

 

Ok dirai, che ci vuole? Basta scrivere su un foglio l’esercizio, scriverlo prima in brutta e poi in bella, fotocopiarlo per il numero di alunni, ed il gioco è fatto.

 

Certo, sarebbe così facile se tu abitassi in città, con qualche decina di negozi che fanno fotocopie nell’arco di 100 metri, oppure sarebbe facile se tu fossi uno o una che sa disegnare molto bene.

 

L’inconveniente è che la nostra maestra, non abita in città, ma in un paesino un po’ sperduto, e per di più anche molto lontano dal centro abitato.
Esiste solo un negozio che fa fotocopie nel suo paese, e neanche le stanno molto simpatici i titolari.

 

In più la nostra maestra è una di quelle che le prendono i raptus di creatività, a qualsiasi ora. Spesso dopo cena.
Hai mai provato a fare delle fotocopie dopo cena, in un piccolo paese, d’inverno? E credi che la mattina i negozi aprano come nelle città alle 07:30 per venire incontro alle esigenze dei clienti lavoratori di quell’ora?

 

Te lo puoi scordare.
In un paesino i negozi aprono alle 09:00 di mattina, chiudono alle 19:00 e fanno pure la loro sacrosanta pausa pranzo.
Cioè: quando la maestra smette di lavorare il negozio è chiuso.

 

Torniamo alla nostra storia: la maestra inventa una scheda alle 19:00 di sera spaccate, grazie ad uno dei suoi raptus creativi…e la mattina dopo arriva con un plico di fogli da dare ai suoi alunni.

 

Sai perché? Perché la signora in questione ha un figlio di 16 anni che, sebbene non sia appassionato di grafica e non la stia studiando, riesce a far funzionare gli strumenti informatici che ha casa: uno scanner, un computer, una stampante.

 

La maestra ignora completamente anche il fatto che lo scanner e la stampante siano all’interno dello stesso dispositivo (Si, esistono Scanner che sono anche Stampanti, si chiamano all-in-one), lei non si preoccupa affatto di come quei fogli vengano composti. Lei disegna ed inventa, il figlio scansiona e stampa.
Una squadra perfetta.

 

Ora ti faccio un trucchetto. Lascia la Maestra dove si trova, congelala.

Saltiamo nel tempo di un paio d’anni.
Adesso la maestra non arriva più a scuola con le fotocopie, ha rallentato molto la sua attività extra, ed i suoi ragazzi eseguono gli esercizi come tutti gli altri delle altre classi: sul libro di testo.

 

Cosa è successo?

 

è successo che il figlio della maestra, ha deciso di andare a frequentare un liceo linguistico, molto importante e soprattutto lontano da casa. Quindi non torna ogni sera nella sua cameretta, resta lontano anche per interi mesi, in un’altra città.

 

La maestra sa che dentro casa sua esistono strumenti che le permettono di avere quella vita professionale che la soddisfa, come succedeva tempo fa, ma non riesce a capire un granché di quello che fa: il computer quando si accende chiede delle cose che lei non aveva mai visto, chiede di rispondere ad una domanda alla quale lei non sa rispondere, e sebbene l’unica azione possibile in quel messaggio sia “Premere il tasto OK”, lei ha paura.

 

Nonostante la paura però ci ha provato, una volta ha premuto OK ed è riuscita ad entrare all’interno del computer.
A quel punto però le si è posto un altro problema: quale è il programma che consente di attivare lo scanner? Ma soprattutto: una volta trovato il programma ed eseguita la sua prima scansione, non riesce a capire dove sia finita l’immagine che ha acquisito.

 

Passa qualche settimana, lei lascia stare. Si organizza con una copisteria del paese (fare le fotocopie a scuola al giorno d’oggi non sempre è agevole) ed anche se il suo lavoro non è come quello di una volta, è abbastanza soddisfatta.

 

Certo, quando suo figlio la aiutava i disegni erano molto più carini, le scritte fatte con il computer erano molto più ordinate, ma in fondo va bene così. Finché la copisteria del suo paese continua a funzionare.

 

Quando il figlio torna in pochi minuti ritrova il materiale che lei aveva scansionato, le spiega cosa era successo e come mai non riusciva più atrovare nulla, ed in quattro e quattr’otto le compila la scheda come lei desidera. Ordinata, pulita, ben definita. Quindi questo sembrerebbe il lieto fine, il figlio ritorna e risolve il problema.

Peccato però che non finisce così, perché ci sono due problemi:

Il primo problema è che il materiale ritrovato non le serve più adesso, perché corrisponde ad un lavoro di qualche settimana prima. Ed ora è completamente inutile.

 

Secondo problema: arriva una grande notizia, suo figlio è stato ammesso in un college inglese! Partirà per sei mesi, tornerà per pochi giorni e poi di nuovo altri sei mesi. Questo giro durerà per almeno tre anni.

è a questo punto che la maestra, definitivamente, ha abbandonato l’idea di lavorare con le schede da lei inventate. Si rassegna, sarà una maestra uguale a tutte le altre.
Ed ecco che siamo arrivati ad oggi, a due anni dopo.

 

Ok, fine del congelamento.

 

Adesso puoi assaporare la delusione di quella donna che metteva tanta passione nella creazione di materiali originali per i suoi alunni.Certo la colpa è sua, non è obbligatorio utilizzare il computer per comporre le schede, ci si può organizzare tranquillamente in mille altri modi, ma che cosa ha perso soprattutto la nostra Maestra?

 

Te lo dico io: la sua libertà.

 

E’ legata ad altre persone per portare a termine qualcosa che vorrebbe fare come vuole lei, e non è più libera di svolgere le sue lezioni come vuole.
Non è mai stata autonoma, ed ora ne paga lo scotto.

 

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Conimatica, Conoscenza Informatica

Alessio Mascagna
Presidente di Conimatica