Il tuo browser merita la tua attenzione

Ogni computer che naviga sul web è potenzialmente esposto ad infezioni, per fortuna puoi avere un vantaggio importantissimo che può risolvere i tuoi problemi prima che questi si presentino.

Molto spesso, troppo spesso, vedo gente che si incarta con il proprio browser. Se sei un esperto di informatica e passi per caso di qui, già sai di che cosa parlo, e per te ho solo una cosa da dire, che capirai immediatamente, ed è:

Occhi aperti.

ed è questa la parola d’ordine per tutti:

Occhi aperti.

In pratica detta semplice e diretta, durante la navigazione hai potenzialmente tutto, ripeto TUTTO, sotto controllo.
Pensa, è possibile anche vedere il codice di ogni singola pagina che visiti.
È banalmente semplice farlo.
Basta premere CTRL+U sulla tua tastiera e vedrai il codice di questa pagina web.

Se fai CTRL+S puoi anche salvare la pagina sul tuo pc, ma non è una cosa da fare adesso.

Adesso devi capire un concetto molto più ampio ed importante: il tuo browser merita la tua attenzione.

Devi capire che cosa stai visualizzando ora, e devi interpretare il tuo browser, perché quello è la porta verso l’esterno, e molto spesso, verso l’interno per il tuo computer. E fin troppo spesso per la tua vita.

Forse non lo sai, o lo sai benissimo ma pensi che a te non succederà mai, ma gran parte delle infezioni da virus informatico avvengono passando dal browser, in diversi modi. Tu non lo sai, ma il più delle volte sei tu che hai dato il via all’infezione, ed il più delle volte perché non hai letto un cavolo di quello che c’era scritto sul monitor.

No?
Non ti è mai successo?
Allora qui sei nel posto sbagliato. Sei un Conoscente Informatico. Lascia posto agli stolti. Gli stolti informatici.
Qui se uno non ci sta capendo niente o poco più di niente, è nel posto giusto.

Dunque finora hai imparato 2 cose :

  • Il Browser ti fornisce delle informazioni, che tu devi saper interpretare
  • hai capito che il Browser è un programma che serve a navigare in rete, nel Web (ed è quello che utilizzi per leggere delle informazioni in internet )

Ora dovresti chiederti: Ma come mi sta parlando il browser adesso? e forse stai anche pensando: e se invece uso un cellulare, uno smartphone?

Sono tutte domande lecite, ti faccio un quadro:
Hai davanti a te un dispositivo informatico, tramite il quale stai visualizzando un sito web, mano mano che vai avanti stai scorrendo la pagina verso il basso (quindi su un iPad stai trascinando in su ;-))

 

Tu percepisci se c’è ancora testo da scorrere o meno tramite il browser, che ti comunica la lunghezza dell’intero contenuto. Visivamente.

 

Mentre leggi noti che delle parole sono scritte diversamente da altre, sono in grassetto, in corsivo, arancioni, nere, verdi e ghiaccio*, alcune sono più grandi di altre.
Questo avviene dentro al browser, perché è lui che si occupa di tradurre in visibile all’umano il linguaggio utilizzato per programmare, cioè HTML per citare solo il fondamentale.

 

Il browser serve a rendere questo linguaggio “amichevole” detto in inglese user-friendly, quindi interpretabile dal genere umano.
Tutto quello che stai guardando si trova dentro ad un file, il file generato dentro al server. Il tuo browser lo ha preso, lo ha scaricato sul tuo computer ed ora lo sta utilizzando per mostrartelo.

 

Il tuo browser ti ama. Abbi rispetto di lui.

Il rispetto se lo merita anche perché si fa carico di qualcosa di molto importante: ti fa capire dove sei. È un po’ una bussola durante un Safari.
Sai perché è una bussola? Perché ti comunica non tanto le direzioni, ma il dove sei!

 

Il browser in quanto navigatore di uno spazio pressappoco infinito di direzioni, non si occupa di punti cardinali e ti dice subito: Tu sei qui, in questo indirizzo.
E quando dico indirizzo intendo proprio quello.
Ogni contenuto che visualizzi su Internet ha il suo indirizzo, ogni pagina ne possiede uno, spesso anche strano e bizzarro, ed il dovere del browser è fartelo conoscere.

 

Basta leggere, nel caso del computer e di molti tablet, nello spazio in alto dove troverai qualcosa che inizia per :

  • http://
  • https://
  • www.
  • conimatica.eu o qualcosa di simile.

nel caso dei telefoni scorrendo leggermente la pagina dovrebbe apparire in alto qualcosa somigliante a quanto sopra. Potresti dover toccare la parte in alto del browser, non per forza sul bordo del telefono.

 

Quell’indirizzo è il punto dove sei. Molto spesso troverai coerenza con il contenuto di ciò che stai leggendo, altre volte niente affatto. In ogni caso il browser ti mostrerà dove sei. Tienilo a mente. Ti servirà se arriverai in fondo.

Quando il tuo browser viene utilizzato nel tuo computer stai abbassando un ponte levatoio tra te ed internet. Ed internet ai tempi dei cavalieri e dei ponti levatoi, erano le donzelle.
Quindi giù, il ponte levatoio! Ed ecco che internet si offre come quelle donzelle si offrivano ai cavalieri stanchi tanto tempo fa. Purtroppo però ogni tanto le donzelle portavano anche pustole e pidocchi. E mangiavano molto…

Quando utilizzi il tuo browser per navigare devi tenere presente che puoi anche chiudere le pagine appena le vedi e non aprirle più, puoi chiudere le schede con tutti i siti aperti toccando o cliccando pochi istanti.

Serve un po’ di sangue freddo a volte è vero, ma quello che voglio farti capire è che se ti stai rendendo conto che durante una navigazione:

  • qualcosa si muove in maniera anomala
  • o, parte una telefonata in automatico
  • o, ti viene richiesto di accettare qualcosa

la cosa migliore da fare è :

Leggere.
Leggere meglio.
Leggere veramente.
Non importa a quale velocità.

Poi attivarsi.
Il 40% dei lettori ora avrebbe risolto l’inconveniente senza alcun problema, soprattutto economico. Solo leggendo.

Il restante 60% non ha letto veramente.

 

Perché quando becchi un virus, è probabilissimo che sia stat@ tu e cliccare sul pulsante voluto “da Loro”.

 

O sul link, o sulla parola CLICCA QUI, dove magari a fianco c’era scritto piccolissimo “questo clic ti addebita mezza piotta”… ma tu no, non hai letto.

 

Ora sia chiaro: io estremizzo, siamo qui per divertirci, quindi cerchiamo di tirare i remi in barca e di fare il punto di quello che dovresti sapere fino a questo punto:

  1. Il Browser serve a navigare
  2. Io uso il browser (e dovresti scrivere mentalmente in queste parentesi il nome del browser che stai utlizzando, grazie)
  3. il mio browser quando navigo visualizza qualcosa (un contenuto) che si trova su un computer (server) all’indirizzo – e dovesti sapere dove guardare per scrivere mentalmente l’indirizzo qui –

Se non sei riuscito a capire nulla di quello che ho detto, oppure non sei stao in grado di rispondere alle domande qui sopra, ti conviene iscriverti a InternetAmico

 

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Adesso continuiamo:

Tutte queste cose sono talmente intrinseche nell’utilizzo dei mezzi digitali, che non ti sei nemmeno posto il problema di conoscerle o meno.
Il problema nasce quando prendi confidenza, però.

 

In molti hanno imparato dalle loro esperienze che è possibile fare delle ricerche tramite lo spazio bianco (il campo) dove è scritto l’indirizzo.

Cioè: dove è presente l’indirizzo, oltre che scrivere indirizzi web da raggiungere è possibile scrivere ricerche, cioè parole per eseguire una ricerca di un qualsiasi argomento.
Puoi fare una prova quando vuoi, dopo aver finito questo articolo (ovviamente).

 

Tu, dai per scontato che scrivere nel campo dell’indirizzo ti permetta anche di operare una ricerca nel web di qualche argomento che ti interessa, ma non è poi così scontato.

E’ vero, verissimo, che ormai tutti i browser moderni lo permettono, ma ti sei mai chiesto con quale Motore di Ricerca vengano effettuate le tue ricerche?

E sempre sor’ Google?
Se utilizzi il browser montato su Windows potrebbe essere Bing la risposta corretta.

 

Hai mai pensato a quella frase del film “I soliti sospetti”:
La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste.

Quello che ho visto spesso nei miei interventi è che, per imperizia, le persone permettono ad altri programmi di sostituire il motore di ricerca utilizzato dal browser per operare quel genere di ricerche automatiche.

Cioè ti spiego come avviene di solito:

  • scrivi nel campo dell’indirizzo del tuo browser “casa vacanze nella tuscia”
  • poi, quando premi il tasto Invio sulla tastiera, o clicchi nel pulsante di ricerca
  • il browser ti visualizza una pagina con i risultati della ricerca che hai fatto.

Ok? Bene. Normalmente questi risultati sono all’interno del motore di ricerca che tutti noi amici dell’informatica chiamiamo Google (che te credevi?).

Dico normalmente, perché su moltissimi computer e browser il motore di ricerca predefinito del browser (predefinito vuol dire scelto in automatico dal browser) è Google, ma ognuno può mettere quello che vuole. Siamo liberi.

 

Ti spiego quello che succede, invece, dopo che hai permesso (inconsapevolmente) ad un programma (se ti piace di più posso anche chiamarlo Virus) di modificare il browser predefinito :

  • Scrivi nel campo dell’indirizzo del tuo browser “casa vacanze nella tuscia”
  • poi, quando premi il tasto invio sulla tastiera, o clicchi nel pulsante di ricerca
  • il browser visualizza una pagina con i risultati della ricerca che hai fatto

Adesso i risultati però sono dentro ad un motore di ricerca che somiglia molto a Google, ma non lo è. Ha qualche differenza, e soprattuto un logo che lo ricorda ma non è lui.

A quel punto dovresti chiederti: come mai?

Vuoi sapere che cosa succederebbe se tu cliccassi su uno di quei risultati? Succederebbe la stessa cosa che succederebbe in Google?

Prima vorrei che tu sapessi come farsi venire un campanello di allarme e verificare.

Hai un’arma potentissima: la tua lettura.
Ed uno strumento, il Browser, che è in grado di dirti se l’indirizzo che stai visualizzando ora è realmente google o no.

Se noti un cambiamento anche minimo nella pagina dei risultati di ricerca, guardare nella barra dell’indirizzo e leggere se sei o no sul motore di ricerca giusto, che di solito per l’utente medio è Google, non ti costa veramente nulla.

E se quella pagina di ricerca corrisponde ad un indirizzo diverso da Google.it o .com a seconda della tua lingua, allora ATTENZIONE, non procedere. Chiudi la finestra e pensa.

 

Forse ti serve imparare qualcosa in più. Potresti essere un buon candidato per InternetAmico.

Intanto:

Per fortuna è un inconveniente che puoi sorpassare.

Sai come?

  • inserisci l’indirizzo www.google.it nella barra degli indirizzi

  • fai una ricerca nel vero, e sicuro, campo di ricerca di google

  • usa quei risultati di ricerca

Se sei tu a raggiungere Google ed operi una ricerca dentro Google non potrai sbagliare e potrai avere solo indirizzi dati dal vero motore di ricerca.

Capisco che per chi conosce la materia tutto questo è più che lampante. Ma chi non ha mai approfondito il tema “navigazione online” dal punto di vista della “difesa e prevenzione” non può sapere queste cose.

Per ora chiudo con lo stesso consiglio dato all’inizio.
Occhi aperti.

 

PS
Vuoi sapere che cosa succede quando si clicca sui risultati di ricerca dei motori di ricerca “falsi”? Allora:

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*il color ghiaccio non esiste, l’ho inventato io per farti leggere questo pensiero

InternetAmico: Chi vuole perdere il treno di internet?

Chi vuole perdere il treno di internet?

Se hai deciso di lasciare indietro tutte le possibilità che internet ti offre, fai pure.

Qui vogliamo solo gente che vuole una volta per tutte imparare ad utilizzare internet per quello che è: una risorsa.

Io mi rendo conto benissimo della fortuna nella quale vivo, mi rendo conto benissimo di quello che ho a disposizione e delle fantastiche evoluzioni che il tempo che sto vivendo mi sta fornendo.

E tu?

Sei consapevole di vivere in un tempo che ti fornisce quasi gratuitamente quello che per millenni le persone comuni non hanno potuto avere? La conoscenza.

 

Vedi, io che mi trovo su internet sin da quando Internet esiste (in Italia) o poco dopo, ancora apprezzo tantissimo quello che mi propone e le occasioni che mi dà. E tutte le volte che ci penso quasi mi commuovo.

La mia e la tua Era sono immerse in un brodo vegetale che si chiama rete, cioè una connessione di computer provenienti da tutto il mondo.

Ogni computer ha al suo interno dei contenuti che ognuno di noi, potenzialmente, può consultare.

 

E’ come se l’antica Biblioteca di Alessandria d’Egitto fosse stata fruibile da tutti quanti: tutto quello che è su internet è consultabile, ed ogni persona comune può accedere a quelle informazioni.

Adesso fai una semplice operazione: quanti computer esistono nella tua casa? ed in quella del tuo vicino?
Moltiplica il numero che otterrai per tutta la popolazione mondiale, circa 5Miliardi.

Adesso arrotondiamo per difetto, togli il 60% del numero che hai ricevuto.

Quelli sono i computer che esistono al mondo.

Adesso facciamo un parallelo: ti ricordi che ho accennato all’antica Biblioteca di Alessandria d’Egitto? Sai quanti rotoli erano presenti in quella biblioteca creata qualche decina di anni prima dell’anno zero? 4,5 Milioni di rotoli.
Quattro-virgola-cinque-milioni-di-rotoli.

Per il mondo antico sono un’enormità, ma noi siamo nel mondo moderno, ultra-moderno, quindi adesso arriva la domanda da cento milioni di dollari (scherzo, non ti darò una lira, casomai sarai tu a dare qualcosa a me quando arriverai in fondo 😉 ), ecco la domanda:

Quanti computer credi che servano per archiviare, quindi memorizzare, TUTTI i rotoli che anticamente erano nella biblioteca di Alessandria d’Egitto?

La risposta è:

ne basta UNO.

Se non hai ancora capito te lo ripeto: basta solo un computer moderno per memorizzare, gestire e visualizzare TUTTI i 4 milioni di rotoli che si trovavano nella biblioteca.
Che tralaltro è iniziata decadere quando Giulio Cesare la incendiò, diciamo, accidentalmente.

Ci sei? Di solito quando dico queste cose alla gente vengono attacchi di panico, perché effettivamente rimane un po’ difficile da intendere che un solo computer può contenere tutte le informazioni che un tempo erano dentro ad un’edificio grande come il Colosseo e pieno zeppo di sapere.

(altro…)

DominaPC – DEVI avere il controllo del computer

Chi vuole diventare un Conimatico Superiore?

 

Che cavolo dice Alessio questa volta?
E’ questa la domanda che ti sei fatto/a?

 

Se No, allora leggi cosa è un Conimatico, magari potrebbe interessarti.

Se Si allora leggi cosa è un Conimatico e… basta.

 

Cosa è un Conimatico? E’ un Conoscitore Informatico (mi scusino le donne, ma se inizio a fare la differenza di genere per ogni parola che scrivo finisco domattina) un Conoscitore Informatico è quella persona che ha seguito uno dei miei corsi:

  • perché ne aveva bisogno,
  • o perché non conosceva la basi dell’informatica di consumo
  • o perché aveva tempo da perdere e lo ha impiegato così
  • oppure un Conimatico è una persona che non aveva bisogno dei miei corsi perché era già a conoscenza di quegli utilizzi base degli strumenti informatici.

Ok? Bene, e adesso passiamo all’azione.

 

Quando ho iniziato questa avventura il mio solo scopo era rivolgermi a quelle persone, passami il termine, leggermente rimaste indietro nell’uso dell’informatica, così da poter selezionare per bene i miei utenti e poterli plasmare con i miei insegnamenti, che sia chiaro: è un metodo per imparare l’uso dell’informatica che può essere valido come tanti altri, solo che con me ti diverti 😉

Scherzi a parte, il metodo Conimatica prevede che tu riesca a capire una cosa molto semplice: hai TU in mano il potere del dispositivo, non è lui ad avere in mano te. E tanto meno devi farti dominare dall’uso che fai del dispositivo. Devi TU dominare ciò che c’è dentro al dispositivo.

 

Una cosa che ripeto sempre a chi viene ai miei corsi è che: basta leggere.
La maggior parte delle volte puoi risolvere un dilemma informatico semplicemente leggendo ed interpretando i messaggi che il tuo terminale, che sia smartphone o computer, ti invia.

 

Bene, un Conimatico deve aver ben chiaro questo concetto: basta leggere.

 

Se sei nella categoria di persone che ha capito questo semplice concetto (e lo applichi) allora puoi diventare un Conimatico Superiore: continua a leggere queste righe.
Se non lo sei…la soluzione per te si chiama SoftwareAmico, vai alla pagina di SoftwareAmico, chiama o manda un messaggio, verrai ricontattato entro brevissimo tempo.

 

Cosa può imparare un Conimatico Superiore?

(altro…)

A che serve avere la conoscenza informatica?

A che serve avere la conoscenza informatica?
Serve a realizzare, non per forza opere d’arte, ma soluzioni e compiti

Noi, voi, tu non conoscerai mai l’informatica, nemmeno io.
cioè nessuno che si occupa realmente di informatica, si occupa di conoscere un software di utilizzo finale, come te.
Chi fa informatica, chi la studia, è quello che crea lo strumento che stai utilizzando in questo momento, una specie di deo…

 

Quindi capiamoci, tu qui vieni ad imparare, ma direi più a fare esperienza informatica, a cercare soluzioni e capire cosa puoi fare TU utilizzando l’informatica.

 

E per non confondere la conoscenza con il dominio.

 

Lo sai che la maggior parte delle truffe informatiche parte proprio da un click dell’utente? cioè il tuo? cioè TU?

 

Spesso la gente pensa che utilizzare questi strumenti, computer, tablet, smartphone ecc. sia una questione di esperienza. Poi però il programma che avevi sempre utilizzato all’improvviso ti ha fregato dei soldi, o almeno tu pensi che sia così.

 

O magari hai attivato un’opzione con il tuo gestore. Ed hai finito il credito.

 

Ma No problem, la società moderna ti offre il grandissimo strumento del NUMERO VERDE…
ed allora perché non lo chiami?

 

Te lo dico io perché.

Perché hai paura che ti prendano per un Ciuccio!

 

Dimmi una cosa: non hai voglia di sentirti in grado di “Cambiare il modem a casa quando si guasta”? Oppure di essere in grado al 100% di creare una raccolta “Pronta per essere stampata” dei testi che devi leggere o utilizzare in qualche modo?

 

Ti assicuro che è interessante avere davanti un programma, un computer mai visto, e capire che cosa potresti o non potresti fare con “quel coso”.
Ti aiuta anche a conoscere qualche parola inglese in più.
Almeno eviterai di chiamare un modem, router.

(altro…)

PCAmico

PCAmico dura 20 ore, ogni sabato dalle 10:30 alle 12:30.

[I bambini sanno già tutto di informatica appena nascono.]

Sei d’accordo con questa affermazione? Io per niente, e se hai cinque minuti ti spiego anche perché.
Quando mi sono messo in testa di inventare la prima associazione che potesse fornire conoscenza informatica a tutte le persone inesperte, mi è venuto naturale pensare alle persone anziane ed a quelle persone che non potevano, per un motivo o per l’altro, imparare in maniera autonoma le basi del PC.

 

Certo non è bello messa così: sopratutto se sei una persona giovane non è bello, perché sembra che io voglia paragonarti a chi è molto più avanti con l’età rispetto a te, e certo non è bello se sei una persona che lavora un sacco di tempo, perché sembra che io voglia farti passare da persona svogliata.

 

In realtà la mia è assoluta buona fede, io non mi voglio mettere su nessun piedistallo, e non voglio affatto puntare il dito su nessuno. E’ solo un dato di fatto che io credevo fosse così… ma mi sbagliavo!

 

In questi tre anni di esperienza mi sono reso conto che il computer NON è quell’aggeggio che io pensavo fosse, cioè una macchina diffusa a livello planetario che è immediatamente comprensibile a tutti quanti. In realtà il computer è una macchina che, seppur facile da imparare ad utilizzare, ha bisogno di tempo per essere capita.
E non tutti hanno il tempo sufficiente per imparare da soli.

 

Per questo i corsi di Conimatica hanno avuto un buon successo di pubblico: perché le persone riescono a dare il tempo a quella cosa, riescono a ritagliarsi quelle 4 ore a settimana per venire nell’aula informatica ad ascoltare uno che insegna loro le “best practice”, ossia le buone norme, le giuste vie, per non perdere tempo a risolvere i loro dubbi informatici.

 

Colui che insegna queste pratiche, cioè io, non è più intelligente o vecchio o migliore di loro, anzi… io ho solo avuto una vita che si è svolta perlopiù davanti ad uno schermo (vabbè passami l’espressione) e quindi statisticamente conosco di più del mondo del computer rispetto a te.

 

Se tu volessi imparare a costruire mobili di legno dove andresti? Probabilmente andresti “a bottega” da un falegname che si occupa prevalentemente di quello, cioè costruire mobili, e cercheresti di carpire i suoi segreti o di farteli insegnare. Ecco Conimatica funziona più o meno alla stesa maniera: vieni a fare pratica ed a capire cosa è possibile fare con il computer.

 

Ora ti starai chiedendo: ma che c’entra il discorso iniziale sui bambini?
Te lo spiego subito: qual’è la grande differenza tra una persona adulta che esegue un tipo di lavoro, per esempio il falegname che si occupa di mobili, ed un ragazzo alle prima armi, diciamo di 18 anni, che esegue lo stesso mestiere?

 

Ovviamente l’esperienza. Niente come l’esperienza permette di capire come si svolge un compito nel modo giusto, oltre ovviamente allo studio.

Tu non ci crederai, ma i bambini che vedi smanettare con i vari computer, smatphone, tablet e varie altre attrezzature elettroniche sono più avanti di te solo perché lo fanno in maniera più continuata, hanno la possibilità , passami l’espressione, di perdere più tempo lì davanti.

E quindi di conseguenza conoscono il mezzo più di te, trovano più velocemente ciò che gli serve e sanno in automatico dove toccare e cliccare quando si presenta loro un quesito sullo schermo.

(altro…)

Il computer non mi servirà mai…

Ecco quello che molte persone pensano, ed a dire il vero non hanno tutti i torti.

Non te l’aspettavi che anche io la pensassi così, vero?
Esistono persone che effettivamente sono libere da questo vincolo, che hanno un lavoro affatto informato, oppure una vita che è lontana anni luce dall’utilizzo del computer.

 

Sia chiaro, succedesse a me sarei un pesce fuori dall’acqua, ma ad alcuni succede. Bene a queste persone dico: Buona Fortuna, e che la vita sia sempre così per te, divertiti e fa in modo che le persone intorno a te siano felici.

 

A tutti gli altri, quindi anche a te, però devo dire che si sbagliano. Tu, ti sbagli se pensi che la tua vita sia lontana dall’utilizzo del computer o dell’informatica in genere. Anche solo di riflesso, anche solo per qualche minuto al giorno, la tua vita è in un brodo informatico.
A volte in un lago….e si sa, i laghi non tengono a galla i bagnanti anzi, spesso li risucchiano in gorghi e mulinelli. E tu sei vicino a quel mulinello.

 

Esagero? Direi di no, e ti porto subito qualche esempio, anzi voglio portarti una storia che qualche tempo fa un mio amico mi raccontò.

 

C’era una signora, anzi una maestra, ancora giovane, e quindi ben lontana dalla pensione (non è il genere di storia “la pensionata ha fatto un casino”) che per i suoi lavori in classe amava portare ai suoi alunni delle schede di lavoro da lei compilate, o meglio disegnate, dove i ragazzi e ragazze potevano svolgere degli esercizi particolari, cose che sul libro di testo non erano presenti.

 

Era una maestra innovativa rispetto a tutte le sue colleghe, perché riusciva sempre ad avere queste “dispense”, come le chiamava lei, personalizzate secondo il suo gusto. Spesso inventava dei disegni, degli esercizi, ed il giorno dopo arrivava con questi fogli da dare ai suoi alunni. Stampati con i suoi disegni, le sue schede, le sue idee.

 

Ok dirai, che ci vuole? Basta scrivere su un foglio l’esercizio, scriverlo prima in brutta e poi in bella, fotocopiarlo per il numero di alunni, ed il gioco è fatto.

 

Certo, sarebbe così facile se tu abitassi in città, con qualche decina di negozi che fanno fotocopie nell’arco di 100 metri, oppure sarebbe facile se tu fossi uno o una che sa disegnare molto bene.

 

L’inconveniente è che la nostra maestra, non abita in città, ma in un paesino un po’ sperduto, e per di più anche molto lontano dal centro abitato.
Esiste solo un negozio che fa fotocopie nel suo paese, e neanche le stanno molto simpatici i titolari.

 

In più la nostra maestra è una di quelle che le prendono i raptus di creatività, a qualsiasi ora. Spesso dopo cena.
Hai mai provato a fare delle fotocopie dopo cena, in un piccolo paese, d’inverno? E credi che la mattina i negozi aprano come nelle città alle 07:30 per venire incontro alle esigenze dei clienti lavoratori di quell’ora?

 

Te lo puoi scordare.
In un paesino i negozi aprono alle 09:00 di mattina, chiudono alle 19:00 e fanno pure la loro sacrosanta pausa pranzo.
Cioè: quando la maestra smette di lavorare il negozio è chiuso.

 

Torniamo alla nostra storia: la maestra inventa una scheda alle 19:00 di sera spaccate, grazie ad uno dei suoi raptus creativi…e la mattina dopo arriva con un plico di fogli da dare ai suoi alunni.

 

Sai perché? Perché la signora in questione ha un figlio di 16 anni che, sebbene non sia appassionato di grafica e non la stia studiando, riesce a far funzionare gli strumenti informatici che ha casa: uno scanner, un computer, una stampante.

 

La maestra ignora completamente anche il fatto che lo scanner e la stampante siano all’interno dello stesso dispositivo (Si, esistono Scanner che sono anche Stampanti, si chiamano all-in-one), lei non si preoccupa affatto di come quei fogli vengano composti. Lei disegna ed inventa, il figlio scansiona e stampa.
Una squadra perfetta.

 

Ora ti faccio un trucchetto. Lascia la Maestra dove si trova, congelala.

Saltiamo nel tempo di un paio d’anni.
Adesso la maestra non arriva più a scuola con le fotocopie, ha rallentato molto la sua attività extra, ed i suoi ragazzi eseguono gli esercizi come tutti gli altri delle altre classi: sul libro di testo.

 

Cosa è successo?

 

è successo che il figlio della maestra, ha deciso di andare a frequentare un liceo linguistico, molto importante e soprattutto lontano da casa. Quindi non torna ogni sera nella sua cameretta, resta lontano anche per interi mesi, in un’altra città.

 

La maestra sa che dentro casa sua esistono strumenti che le permettono di avere quella vita professionale che la soddisfa, come succedeva tempo fa, ma non riesce a capire un granché di quello che fa: il computer quando si accende chiede delle cose che lei non aveva mai visto, chiede di rispondere ad una domanda alla quale lei non sa rispondere, e sebbene l’unica azione possibile in quel messaggio sia “Premere il tasto OK”, lei ha paura.

 

Nonostante la paura però ci ha provato, una volta ha premuto OK ed è riuscita ad entrare all’interno del computer.
A quel punto però le si è posto un altro problema: quale è il programma che consente di attivare lo scanner? Ma soprattutto: una volta trovato il programma ed eseguita la sua prima scansione, non riesce a capire dove sia finita l’immagine che ha acquisito.

 

Passa qualche settimana, lei lascia stare. Si organizza con una copisteria del paese (fare le fotocopie a scuola al giorno d’oggi non sempre è agevole) ed anche se il suo lavoro non è come quello di una volta, è abbastanza soddisfatta.

 

Certo, quando suo figlio la aiutava i disegni erano molto più carini, le scritte fatte con il computer erano molto più ordinate, ma in fondo va bene così. Finché la copisteria del suo paese continua a funzionare.

 

Quando il figlio torna in pochi minuti ritrova il materiale che lei aveva scansionato, le spiega cosa era successo e come mai non riusciva più a trovare nulla, ed in quattro e quattr’otto le compila la scheda come lei desidera. Ordinata, pulita, ben definita.
Il problema è che il materiale ritrovato non le serve più adesso, perché corrispondeva ad un lavoro di qualche settimana prima. Ed ora è completamente inutile.

 

In più arriva la grande notizia: suo figlio è stato ammesso in un college inglese! Partirà per sei mesi, tornerà per pochi giorni e poi di nuovo altri sei mesi. Questo giro durerà per almeno tre anni.

 

è a questo punto che la maestra, definitivamente, ha abbandonato l’idea di lavorare con le schede da lei inventate. Si rassegna, sarà una maestra uguale a tutte le altre.
Ed ecco che siamo arrivati ad oggi, a due anni dopo.

 

Ok, fine del congelamento.

 

Adesso puoi assaporare la delusione di quella donna che metteva tanta passione nella creazione di materiali originali per i suoi alunni.Certo la colpa è sua, non è obbligatorio utilizzare il computer per comporre le schede, ci si può organizzare tranquillamente in mille altri modi, ma che cosa ha perso soprattutto la nostra Maestra?

 

Te lo dico io: la sua libertà.

 

E’ legata ad altre persone per portare a termine qualcosa che vorrebbe fare come vuole lei, e non è più libera di svolgere le sue lezioni come vuole.
Non è mai stata autonoma, ed ora ne paga lo scotto.

 

Vuoi essere legato agli altri nell’utilizzo del computer?
Vuoi buttare via tempo inutile ad attendere che qualcun altro si occupi di realizzare le tue idee?

 

Se le tue risposte sono entrambe NO, allora non perdere tempo.

 

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Cosa aspetti allora?

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Ciao

Conimatica, Conoscenza Informatica

Alessio Mascagna
Presidente di Conimatica

Conoscere un programma considerato da ufficio, è inutile?

Più vado avanti nel tempo e più mi rendo conto quanto le parole siano importanti. Una semplice parola messa nel punto giusto riesce a scoraggiare le persone per anni, per decenni.
E se non ci fossi io, per sempre.

Quando parlo di programmi per ufficio la prima reazione delle persone, gliela leggo in faccia, è: ma io non ho un ufficio, a cosa mi servono?

Effettivamente chiamarli programmi da ufficio è svantaggioso, perché non è vero che sono da ufficio, ma da personale per ufficio.
Però detta in questa maniera non mi piace, preferisco farti un esempio reale

Quando ho iniziato ad insegnare l’informatica di base, la Conimatica, mi sono rifatto al programma della maggiore certificazione europea in ambito informatico di base, cioè la ECDL.
Non sai cos’é ECDL?  Molto semplice: è la Patente Europea del Computer; in sostanza una certificazione che permette a te, ed a chi ti sta intorno, di fidarsi abbastanza delle tue competenze informatiche al punto che è possibile affidarti dei compiti, e dei ruoli, che prevedano l’uso del computer.

Non è una certificazione da super esperti, né da programmatori o da geni del PC, sia chiaro. E’ l’equivalente della patente dell’automobile, cioè certifica che sei abile ed in grado di non creare disastri quando sei “al volante”.

Ovviamente, come purtroppo vediamo tutti i giorni, non è detto che chi consegue la patente automobilistica poi non causerà incidenti o morti sulla strada, ma perlomeno si presume che chi guida con la patente abbia la cognizione di quello che sta facendo. Non sarà mai un esperto di guida sicura, o guida sul ghiaccio, o un pilota.
La ECDL funziona alla stessa maniera: una volta conseguita puoi dire di conoscere abbastanza il computer da non commettere quei macro errori che derivano dall’ignorare le regole base.

Quindi nel momento in cui ho inventato Conimatica mi sono chiesto: le persone che guidano le automobili, prima di prendere la patente, avranno avuto qualche esperienza su strada? Avranno guidato almeno una volta prima della “prima volta” insieme a qualche parente o amico? Avranno avuto un motorino o una bicicletta prima dell’automobile?

La risposta è un si ad almeno una di queste tre domande, perché tutti prima di prendere la patente automobilistica abbiamo:
a. Camminato su una strada, anche solo a piedi
b. oppure Guidato insieme ad un amico o parente, per fare pratica
c. oppure Abbiamo avuto un ciclo, che sia bicicletta o motorino

Allora perché non cercare di preparare le persone “decisamente a digiuno dall’informatica” a capire quanto sia importante conoscere l’utilizzo di uno dei mezzi più diffusi sulla Terra?
Attenzione, ho detto mezzo. Perché considero il computer un mezzo della nostra immaginazione, creatività, genialità.

Noi ancora non lo percepiamo, ma la nostra era sarà nominata in futuro come Rivoluzione Digitale, simile alla vecchia Rivoluzione Industriale di tre secoli fa. Vale la pena viverla per quello che è, e per quello che offre.

Torniamo a noi. Perché all’inizio di questo testo ti ho parlato di programmi per ufficio? E cosa c’entrano questi con la certificazione ECDL?

Devi sapere che nel mondo dell’informatica si considerano i programmi in base alla loro destinazione d’uso, quindi siccome i computer sono spessissimo utilizzati negli uffici, dai più piccoli ai più grandi, per automatizzare e velocizzare operazioni ripetitive ed evitano un sacco di perdite di tempo, è stato coniato il nome programmi da ufficio.

Non ci vuole molto ad immaginare come sarebbe la vita se, tutte le volte che dovessi inviare una lettera ad un fornitore, ricordati che stiamo ancora parlando di uffici, la dovessi scrivere a mano, prima in brutta e poi in bella. Rischiando di commettere errori ortografici o meno, rischiando che la tua calligrafia non venga ben interpretata. Rischiando che la penna finisca l’inchiostro! 😉

Ma bisogna anche tenere presente che mediamente in un ufficio vengono svolti sempre gli stessi compiti:
a. scrivere qualcosa
b. calcolare qualcosa
c. cercare qualcosa
d. navigare in internet cercando qualcosa

Quindi nel tempo le case produttrici dei software hanno ottimizzato le loro creazioni orientandole verso gli uffici, verso le esigenze di questi particolari clienti.
Non è un caso che i due maggiori programmi in questo ambito riportino la parola “Office” nel loro nome  (sono MS Office e LibreOffice).

Per questo nel programma ECDL è scontato che siano presenti un programma per scrivere, uno per fare calcoli in maniera strutturata, l’utilizzo delle cartelle e dei file, e le basi per una buona navigazione in internet.

Ma sai cosa causa questo? Diffidenza nell’utilizzare il computer da parte di quelle persone che non ritengono di avere un ufficio. Si pone immediatamente una barriera appena nomino “programmi da ufficio”, solo per questa semplice definizione.
Quindi se preferisci chiamarli programmi da lavoro, fai pure.

La domanda a questo punto che dovresti porti è: che cosa c’entra tutto questo con me?
Come posso usare dei programmi che sono orientati agli uffici se io non ho un ufficio, e soprattutto, non ho bisogno di averne uno?

E’ molto semplice in realtà, cerca di pensare in maniera pratica: ti sarà capitato di navigare in internet, giusto?
E scommetto che il più delle volte che navighi in internet trovi qualcosa che vorresti leggere più avanti, non subito, magari su un bel foglio di carta come ai vecchi tempi.
Con un carattere grande secondo i tuoi desideri, e soprattutto senza quelle pubblicità che passano ogni dieci secondi.

Quanto ti piacerebbe prendere quel testo che vedi sul web, copiarlo su un foglio e stamparlo? Allora ti serve un programma per la video-scrittura, perché oltre che scrivere, questi programmi permettono di impaginare e di stampare.

Altro esempio? Il più banale e semplice: hai delle utenze a casa tua? Nel senso acqua, corrente elettrica, gas? Penso di si. Quanto ti piacerebbe avere una rappresentazione dei tuoi consumi, in base al periodo dell’anno o in base ad un limite monetario che ti sei auto-imposto? Che sia una tabella o un grafico? A volte anche i conteggi possono avere un loro stile, che rispecchia le tue idee.

Potremmo continuare all’infinito con questo tipo di esempi, solo la tua immaginazione è il limite all’utilizzo del PC. E qualche conoscenza di base che potresti acquisire con il corso SoftwareAmico.

Quindi non fartelo dire oltre:
se la tua necessità è rimanere al palo e non conoscere nulla di tutto questo, abbandona pure queste pagine.

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Ciao

Conimatica, Conoscenza Informatica

Alessio Mascagna
Presidente di Conimatica

Come fanno i virus ad entrare nel computer?

Di solito sei proprio tu ad averlo fatto entrare.
Ma andiamo per gradi.

In realtà ci sarebbe da fare un centinaio di distinguo prima di rispondere ad una domanda del genere.
Cioè: quelli che comunemente indichiamo come virus sono spesso una variante, molto spesso sono trojan. Il nome trojan deriva esattamente da quello che stai pensando.
Da Troia. Nel senso il Cavallo di Troia. Perché hanno lo stesso scopo, entrare a tradimento.

In questa sede non ti spiego che cosa sono i trojan o i virus o i malware, o tutte le varie accezzioni che si possono avere, ma voglio porre l’attenzione sulla domanda “cosa ho fatto per prendermi un virus?“, cioè una della domande più frequenti che mi vengono poste da chi ha problemi con il computer.

Quando la gente comune, non tecnici, mi dice “ho preso un virus” in realtà mi sta dicendo che il suo computer, molto spesso il programma di navigazione in internet (il browser) sta aprendo delle finestre indesiderate.
Così si ritrovano siti aperti senza il loro volere, immagini equivoche, o richieste di aggiornamenti/download poco chiare.

Altre volte il problema è molto più grave della semplice apertura di finestre indesiderate, ma la sorgente dell’inconveniente è spessissimo la stessa: il tuo mouse. O meglio il clic che hai fatto con il tuo mouse su quella finestra “che è venuta fuori da sola”. Il fatto che sia venuta fuori da sola, ti deve insospettire. Far accendere un piccolo segnale di attenzione.

La regola numero 1: non cliccare mai su ciò che non conosci.
Spesso nelle nostre navigazioni ci imbattiamo in messaggi promozionali, o altre volte in “avvisi sulla sicurezza” del nostro computer, che ci raccomandano di scaricare questo o quel programma (tool) per mettere in ordine il PC (to Fix, detto in inglese) o per velocizzarne le prestazioni.

Posso affermare che mai, ripeto mai, ho trovato uno di questi messaggi veritiero. Queste finestre che appaiono, mirano solamente ad installare qualche piccolo programma all’interno del tuo computer, qualche programma che nella migliore delle ipotesi vi cambierà la pagina iniziale di navigazione (spesso sostituendola con una quasi identica a quella di Google) mentre nella peggiore delle ipotesi…largo alla fantasia. Ogni cosa è possibile quando si parla di truffe.

Perché è questo che si configura: una truffa.

Tuttavia non devi allarmarti, non è questo il momento di parlare di sicurezza informatica. Questo è il momento di essere consapevoli ed attenti, quindi adesso sai che:

  • Le finestre che appaiono all’improvviso senza che tu le abbia richieste, molto spesso sono tentativi di raggiro.
  • Facendo attenzione a queste, quindi non cliccando su di esse in maniera compulsiva, puoi notare che hanno tutte un piccolo pulsante, spesso nascosto tra la grafica, che serve a chiuderle. Solitamente una X.

I più attenti diranno: ma se questi malintenzionati camuffano un pulsante di “azione” come un pulsante di chiusura? Cioè cercano di ingannare la mia interpretazione di pulsante di chiusura? Come faccio a capire se quello che sto per cliccare è veramente un pulsante di chiusura?

In realtà è abbastanza semplice, basta aprire gli occhi: posizionando il puntatore del mouse su una di queste finestre “malevole”, o comunque sospette, solo posizionandolo, si può leggere in basso a sinistra della nostra finestra principale (quindi quella che contiene tutto durante la navigazione) un indirizzo, che sarà sempre diverso a seconda della finestra, del tipo http://sonounsitoqualsiasi.com/xcxcxvvb/qualcosa.

Questo indirizzo è quello che il tuo computer raggiungerà se cliccherai su quel punto della finestra.
Attenzione, questo comportamento è normalissimo per il tuo browser: infatti qualsiasi link visualizzerà sempre l’indirizzo che ti farà raggiungere nel caso in cui cliccherai su di esso. E’ una delle basi della sicurezza in internet.

Ma puoi capire benissimo che se ti trovi su un sito con indirizzo: http://www.lebellecose.it , e posizionandoti su un link qualsiasi ti accorgi che quel link ti condurrà ad un indirizzo del tipo: http://www.Xero_viagra.com , o qualsiasi altra cosa non inerente all’argomento del sito, è molto probabile che quel link sia un tentativo di farti “abboccare”.

La buona notizia è che nessun pulsante di chiusura dovrà mai visualizzare un indirizzo di questo tipo.
Perché appunto è un pulsante che serve ad “evocare” la funzione “chiudi finestra”, è un comando. Non è un link, cioè un collegamento ad un altro sito internet, quindi:
Se posizionando il mouse su un pulsante di chiusura di una finestra indesiderata, ti accorgi che quel pulsante visualizza nella finestra del browser, in basso a sinistra, un indirizzo web, allora quello NON è un pulsante di chiusura.

Cercalo in un altro punto della piccola finestra (popup, viene chiamata di solito), e vedrai che troverai il pulsante di chiusura.

Un po’ nascosto ma lo troverai.
Come recitava una pubblicità di qualche anno fa: prevenire è meglio che curare.

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